La ludopatia nelle regioni italiane e nelle Marche

Che la ludopatia sia un problema condiviso a livello nazionale nel nostro Paese è una realtà ben nota, solo che a volte non se ne riesce a vedere con chiarezza la reale diffusione. A seconda dei dati che vengono presi in considerazione, infatti, si può capire come il problema sia più grave di quanto non sembri anche in certe regioni che di solito vengono considerate meno sensibili di altre a questa problematica.

Nel complesso, secondo i dati elaborati da Gaming Report, nel 2016 il gioco d’azzardo in Italia ha movimentato una cifra complessiva di ben 96 miliardi di euro. Il gioco che in assoluto primeggia nelle preferenze dei gamblers sono le slot machine che, insieme agli altri apparecchi elettronici destinati al gioco d’azzardo, coprono circa il 58% del totale. La crescita che il gioco d’azzardo ha avuto negli ultimi anni è vertiginosa: nel 2008 l’introito totale derivante dal gambling, da scommesse e altri giochi, era meno della metà di quella fatta registrare l’anno scorso; e le previsioni dicono che il trend in crescita proseguirà anche nel 2017. Quando però vengono analizzati i dati a livello nazionale l’attenzione si concentra sempre su certe regioni piuttosto che altre, questo perché i dati riferiti a quello specifico territorio sembrano essere più preoccupanti. Ad esempio si parla spesso di Lazio, Campania e Lombardia, tre regioni che da sole coprono il 40% dell’intero giro di affari nazionale legato al gioco d’azzardo. Ma bisogna fare attenzione, perché questo non vuol dire che in altre regioni la situazione sia meno grave, solo che la densità di popolazione è tale da non incidere nel complesso e da far sembrare che non ci sia un problema tanto pressante come altrove. Una regione che in tal senso è piuttosto emblematica sono le Marche. Nelle Marche non c’è un’incidenza percentuale a livello nazionale molto elevata per quel che concerne i numeri del gioco d’azzardo, però si è calcolato che la spesa pro capite annua di ogni abitante della regione nell’ambito del gambling sia di ben 359 euro, ovvero superiore alla media nazionale che è di 339 euro. Questo dato quindi può dare la reale portata della situazione regionale, mentre se si va a considerare la cifra complessiva di soldi spesi ogni anno nel gioco d’azzardo le cose non sembrano andare tanto male: in Lombardia, Campania e Lazio si parla di 27 milioni di euro movimentati ogni anno, mentre nelle Marche di appena 2 milioni di euro. Questo ha portato a lungo a sottovalutare lo stato delle cose nelle Marche, ma ora, grazie alla raccolta di altri dati, quale appunto la spesa pro capite, le amministrazioni locali si sono attivate avendo compreso quanto sia importante combattere la ludopatia anche in regioni che finora sono state considerate non a rischio. La Regione Marche presenta una situazione complessiva tale che alcuni dei provvedimenti presi dal governo a livello nazionale potrebbero non essere molto efficaci sul suo territorio. Ad esempio, la diminuzione del numero di macchine per videolottery (VTL) non dovrebbe incidere in modo sensibile nelle Marche in quanto non ve ne sono molte nel complesso già ora. Allo stesso modo l’aumento delle tassazioni potrebbe non ottenere gi stessi risultati che invece ci si aspettano in altre regioni. Questo dimostra che, se pure è necessario che si prendano misure a livello nazionale, è bene anche calibrarle a livello locale, studiando con attenzione ogni precipua realtà regionale.