Italia vittima del gioco d’azzardo, i nuovi rimedi

Sul giornale statunitense “Economist” è stata pubblicata nel mese di febbraio 2017 una classifica dei Paesi del mondo dove si gioca di più. Andando ad analizzare i dati raccolti, il quadro che emerge rispetto all’Italia è a dir poco preoccupante.

L’Italia si trova al nono posto, e questo dovrebbe essere rassicurante. Ma davanti a noi in classifica ci sono Paesi molto più popolosi e che soprattutto contano un gran numero di casinò reali. Nel nostro Paese invece ce ne sono solo quattro, e questo vuol dire molte opportunità in meno di dedicarsi al gambling. Prima in classifica è l’Australia, seguita da Singapore; seguono Irlanda, Finlandia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Norvegia. A questo punto troviamo l’Italia, che l’anno scorso ha raggiunto un incasso complessivo nell’ambito del gioco d’azzardo di ben 95 miliardi di euro, buona parte dei quali finiscono nelle casse dello Stato. I dati sui quali è stata stilata la classifica riguardano le perdite conseguite da giocatori adulti nell’ambito del gambling legale. Altro aspetto che emerge rispetto all’Italia è che il gioco preferito, quello che fa registrare anche le perdite maggiori, sono le slot machine, in particolar modo le macchinette VTL che troviamo installate praticamente ovunque, nei bar e in altri esercizi commerciali. Si calcola che nella penisola ci siano 400 mila slot machine, ovvero una ogni 150 abitanti. Oltre alle slot, gli italiani perdono soprattutto giocando alle scommesse sportive e alle lotterie. Un altro motivo per cui ci troviamo “solo” al nono posto è che il gambling on line da noi ancora non ha preso particolarmente piede, a differenza di quanto è accaduto in altri Paesi europei quali l’Irlanda e la Norvegia. Insomma, l’Italia soffre decisamente di dipendenza dal gioco d’azzardo, e il quantitativo di denaro pro capite che ogni anno viene perduto in questa attività è davvero sconcertante. Le istituzioni stanno cercando di correre ai ripari mettendo a punto diversi rimedi: uno piuttosto avveniristico e davvero promettente verrà presentato il 6 marzo 2017 al Pirellone di Milano e si chiama “Salvagioco”. “Salvagioco” è un software che è stato messo a punto da due ragazzi molto giovani, Alvi Metali e Jacopo Martinuzzi, tutti e due poco più che ventenni. I due sono di Pordenone e già da qualche tempo hanno realizzato il loro programma, occupandosi poi di promuoverlo in Parlamento insieme a Giulia Facca, graphic designer che si è unita a Metali e Martinuzzi in un secondo momento. “Salvagioco” è un programma che, grazie ad elaborati algoritmi, riesce a garantire il gioco legale e a contenere le perdite dell’utente senza per questo compromettere i guadagni del gestore, permettendo incassi che possono essere reimpiegati nella lotta alle ludopatie. Metali, che è di origini albanesi, ha potuto presenziare alle sedute in Parlamento in cui si discuteva del Ddl sul gioco d’azzardo, assistito dall’avvocato Alessandro Da Re che ha seguito il suo percorso e quello di Martinuzzi. Secondo Da Re “Salvagioco” rappresenta una grande opportunità per l’Italia, non solo per i benefici che può apportare a livello sociale, contribuendo a moderare la piaga della dipendenza dal gioco d’azzardo, ma anche ponendo il nostro Paese decisamente all’avanguardia in questo settore. Il 6 marzo alla presentazione del software sono stati presenti Pier Paolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, Franco Mirabelli, relatore in Commissione Finanze del Ddl di riforma, Emilia De Biasi, presidente della Commissione Sanità, alcuni rappresentanti di Sisal e di Confindustria. Questo dimostra quanto sia diffuso l’interesse verso la lotta alle ludopatie in diverse realtà, istituzionali e non.