I giovani e il gioco d’azzardo

Un tempo, quando si pensava alla dipendenza dal gioco d’azzardo, la fascia di età compresa era soprattutto quella adulta. A cercare di affrancarsi da una vita di lavoro e di scarse possibilità economiche erano soprattutto uomini e donne frustrati dalla vita, che speravano di poter cambiare la loro sorte grazie ad una grossa vincita al gioco.

Al giorno d’oggi le cose sono cambiate, e si scopre come un numero sempre maggiore di ragazzi adolescenti e in giovane età tentino la fortuna ai giochi d’azzardo, on line e non solo. Nello specifico, a tracciare un quadro più definito della situazione, almeno per quel che concerne l’appena trascorso 2016, è uno studio condotto da Young Millennials Monitor, l’istituto di ricerca e statistica di Nomisma, che ha operato in collaborazione con l’Università di Bologna. Ecco quali sono i dati emersi da questa indagine, condotta su un campione di 11 mila giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni. Si comincia con il tracciare un profilo di questi giovani giocatori. emerge così che nel 2016, rispetto al 2015, il numero totale dei giovani adolescenti che si sono cimentati con il gioco d’azzardo sia lievemente sceso. È passato infatti dal 54% al 49%. Si tratta per lo più di ragazzi, che affermano di giocare, abitualmente oppure occasionalmente, in una percentuale del 59%. Il gioco sembra avere invece decisamente meno appeal per le ragazze, che sono solo il 38% del totale. La maggior parte dei giocatori viene dal centro sud, mentre la percentuale al nord è più bassa; si tratta per lo più di maggiorenni che vengono da famiglie in cui esiste già l’abitudine al gioco, e di solito svolgono studi di tipo tecnico-matematico. In linea di massima, si calcola che in media ognuno di loro spenda circa 3 euro a settimana per giocare; dunque non si tratta di giocatori “forti”, anzi, il 62% degli intervistati dice che, se si trovasse ad avere per le mani una imprevista cifra di 100 euro, di certo non la spenderebbe per giocare d’azzardo. Passiamo ad analizzare quali sono i giochi più apprezzati da questa fascia di utenza. In testa ci sono i Gratta & Vinci, a cui ha giocato almeno una volta circa il 35% del campione considerato. Seguono a ruota le scommesse sportive, con il 23% delle preferenze per quelle piazzate in agenzia e il 13% per quelle on line. Sembrano invece godere di pochissima popolarità giochi a loro volta molto tradizionali come il Lotto o il Superenalotto. Il rendimento scolastico influenza notevolmente la scelta del gioco a cui cimentarsi. I ragazzi meno brillanti in matematica prediligono i giochi dove il fattore determinante è dato dalla fortuna; quelli invece più brillanti a scuola preferiscono i giochi di abilità, in cui concorre anche la preparazione personale, come ad esempio i giochi di carte. Sembra però che per la gran parte dei ragazzi, che pure hanno giocato almeno una volta, non abbia una percezione positiva del gioco d’azzardo. Per molti di loro, circa il 32%, giocare d’azzardo è per lo più una perdita di denaro; il 17% lo associa alla dipendenza e quindi ad un fattore di rischio. In effetti, la dipendenza dal gioco d’azzardo è un pericolo concreto che corrono anche i più giovani, specie coloro che sono già predisposti a sviluppare dipendenze e quindi consumano superalcolici e fumano. In base al SOGS-RA (South Oaks Gambling Screen – Revised For Adolescents), però, solo il 5% dei ragazzi italiani rischia di sviluppare un rapporto conflittuale con il gioco d’azzardo.